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lunedì 8 luglio 2013

RINVIATA Audizione Commissione d'inchiesta biogas a Morrovalle 12 luglio‏

Care cittadine e cari cittadini,

da mesi stiamo vivendo uno stato di continua apprensione dovuto alla quotidiana e futura presenza di centrali a biogas nel territorio. Impianti autorizzati in contrasto al principio di precauzione, ai diritti dei cittadini, alla normativa nazionale e comunitaria.

Vogliamo essere attori e non sudditi della nostra vita collettiva e, per questo, stiamo portando avanti azioni giudiziarie e politiche volte al rispetto dei nostri diritti.
Abbiamo chiesto e ottenuto un audizione della Commissione d'inchiesta regionale sulle facili ed illegittime autorizzazione agli impianti biogas.

La commissione è d'inchiesta amministrativa e può evidenziare fatti di rilevanza penale da trasmettere alla magistratura. E' nostra intenzione fornire ai commissari tutte le nostre informazioni e opinioni sulla vicenda biogas.
L'audizione pubblica sarà venerdì 12 luglio a Trodica di Morrovalle (MC) presso l'hotel San Crispino in via Dante Alighieri 222:

Alle ore 10:30 incontro della Commissione con i Sindaci e i Comitati di Corridonia e Petriolo;
Alle ore 12:00 incontro della Commissione, i Sindaci e i Comitati sarà aperto ai cittadini del territorio.

Manifestiamo il nostro dissenso, in maniera costruttiva, relativo agli sversamenti di liquami provenienti dalle centrali a biogas di Loro Piceno e Morrovalle che hanno compromesso le falde acquifere e il sistema fluviale.
Il continuo operare fuori dalle regole da parte dei gestori di alcune centrali a biogas del territorio, vedi per ultimo il caso di Morrovalle dove il Corpo Forestale dello Stato ha rilevato l'11 giugno ulteriori irregolarità, deve essere fermato.

Siamo cittadini, non sudditi.

Il comitato

venerdì 28 giugno 2013

AUDIZIONE DEI COMITATINRETE DA PARTE DELLA COMMISSIONE D'INCHIESTA REGIONALE SUL BIOGAS

Martedi 26 Giugno u.s., la delegazione dei Comitatinrete del settore biogas-biomasse è stata ricevuta in audizione dalla Commissione d’inchiesta, costituita dal Consiglio Regionale delle Marche per l'approfondimento delle tematiche scaturite dalla questione del biogas-biomasse ed eolico.
La delegazione era composta dai Comitati di Fano, Montefelcino, Ostra, Matelica, Petriolo, Corridonia, Recanati e Monteprandone ed era rappresentativa dei Comitati di Urbino, Cartoceto ed Apiro, impossibilitati ad intervenire. Completavano la delegazione Adriano Mei, per il coordinamento, e l'avv. Raffaella Mazzi, consulente legale del Coordinamento e patrocinante legale dei Comitati biogas-biomasse.

Alla commissione tutti i comitati presenti hanno singolarmente esposto le contraddizioni, i ritardi, la mancanza del rispetto dei diritti dei cittadini e delle competenze dei Sindaci rilevati in tutto il percorso procedurale ed addebitabili non solo agli incaricati della conduzione dei procedimenti, ma anche del responsabile del settore ambiente della Regione che, benché informato, ha sempre avallato l'operato dei suoi subordinati.

Particolarmente significativo l'intervento accorato dell'enologo Potentini, di Matelica, che ha posto alla Commissione i drammatici effetti negativi degli impianti a biogas sull'agricoltura, ed in specie su quella di qualità, anche in ordine a fattori come la quantità di terreni necessari alle colture dedicate, la lievitazione dei prezzi dei terreni, la necessità di smaltimento del digestato.

Adriano Mei ha richiamato l'attenzione dei Commissari sulla necessità di procedere alla revoca di tutte le autorizzazioni rilasciate, precisando che, per quelle gestite dai Comitatinrete, tre sono di fatto risolte (Cartoceto, Urbino e Recanati, per quest'ultima manca solo la firma), per cinque non sono iniziati i lavori (Fano 1 e 2, Montefelcino, Petriolo ed Ostra), tre sono in fase terminale di costruzione (Matelica, Corridonia e Monteprandone), una è attiva (Apiro). I Comitatinrete sono convinti di riuscire a vincere tutte le vertenze, ma auspicano un intervento della Regione per la revoca, onde non aggravare ulteriormente le spese a carico di cittadini ed Enti.

Ha concluso l'avv. Mazzi, ricordando le dinamiche unitarie dei procedimenti (non rispetto delle tutele sia ambientali che attinenti i diritti, non corrispondenza dei verbali all'andamento delle sedute, sistematica ignoranza delle competenze dei sindaci in tema di salute e sanità, definizione delle fidejussioni senza asseveramento e senza un principio unitario, infrazione delle normative europee sancita peraltro dalla stessa sentenza della Corte Costituzionale, incongruenze nella gestione del digestato etc.). Ma la cosa più grave, ha proseguito l’avv. Mazzi, è che il comportamento della Regione Marche è sanzionabile dalla Unione Europea per manifeste e ripetute infrazioni alle normative.

Da qui l'auspicio a chiudere questo vulnus con la revoca delle autorizzazioni rilasciate.

I Commissari hanno posto molte domande, puntualmente soddisfatte, ed hanno visionato la documentazione cartacea, fotografica e topografica presentata dai Comitati a supporto della loro argomentazioni.
Alla richiesta della documentazione, abbiamo risposto che non tarderemo a consegnarla dopo averla completata.
Da ultimo la delegazione ha proposto alla Commissione di recarsi in Val di Chienti per constatare direttamente gli effetti degli sversamenti di due centrali e per ascoltare i Sindaci ed i cittadini del territorio colpito.
Il Presidente Massi, nel congedarci, ha espresso il suo pare favorevole a quest'ultima richiesta, da validare in sede di Commissione, e ci ha ringraziato per la mole di documentazione esibita, preziosa per la Commissione.
 COMITATI IN RETE

martedì 23 aprile 2013

SPACCA HA PERSO IL CONTROLLO (3) - ANCORA MINETTI…

Fatto
Lunedi 22 aprile. Sede della Regione Marche. Presieduta da Maria Pia Cavallone, Regione Marche - Servizio Ambiente, si tiene la Conferenza dei Servizi per l'autorizzazione di un impianto a biogas in Comune di Recanati. Alla CdS si presentano, oltre la ditta proponente ed il Comune, cittadini residenti in Recanati coinvolti dagli effetti nocivi dell'impianto ed il Consigliere Regionale Marangoni.
A CdS appena iniziata, il funzionario regionale, eccepiva che i cittadini non potevano essere presenti. Dopo varie discussioni i cittadini si allontanavano protestando. Usciti i cittadini, il funzionario esigeva l'uscita del Consigliere Marangoni. Quest'ultimo replicava, Statuto Regionale alla mano, che si trovava li per svolgere la sua attività ispettiva, compito assegnato ai Consiglieri eletti dall'ordinamento giuridico, rispetto ad un procedimento di rilevanza per la Comunità marchigiana in generale e per quella recanatese in particolare.
La dipendente Cavallone chiamava di rinforzo il dirigente maximo, architetto Minetti, il quale con il raffinato eloquio che gli è proprio, intimava al Consigliere di uscire. Alla risposta negativa del Consigliere Marangoni, supportata dallo statuto regionale, rafforzata dalle considerazioni relative allo scandalo biogas che coinvolge, in qualità di indagati, autorevoli funzionari del Servizio Ambiente della regione (ora sospesi), nonché dalle circostanze relative alla Legge regionale 3/2012, su cui si attende il pronunciamento della Corte Costituzionale, il Minetti si rivolgeva all'Ufficio legale Regionale, quello brillante, che ha difeso la soccombente Giunta regionale in tanti ricorsi promossi da vincenti cittadini ed enti locali. Non potendo ottenere risposta immediata, il Minetti sospendeva la CdS.
Prospettive
Ci permettiamo di fare una previsione. Chi scomette con noi che l'ineffabile Ufficio legale si pronuncerà a favore di Minetti confondendo, more solito, atti procedimentali con il lavoro ordinario degli Uffici? Recita il proverbio che gli zoppi si sostengono a vicenda.
Prima domanda
Di cosa hanno paura il Minetti, ed eventualmente il Costanzi? Il loro agire da "tecnici" sarà sicuramente cristallino, trasparente ed efficace, da dove deriva il loro timore di essere "visionati" da un consigliere che certamente non è  un tecnico, nè pretende di esserlo ?
Seconda domanda
Chiediamo al Presidente Spacca e alla segreteria generale della Regione se non ritengano sia giunto il momento di applicare correttamente e compiutamente la Legge 241/90 e di tutelare la Regione Marche, e con essa i cittadini, dalla pretesa dei burocrati dall'altissimo stipendio di fare solo ciò che gli aggrada?
Al Presidente "rottamatore" Solazzi chiediamo di intervenire per ribadire il pieno accesso dei consiglieri regionali alle CdS, che per legge sono aperte ai rappresentanti del territorio.
Terza domanda
Ai Consiglieri regionali che, in numero di ben 24 hanno chiesto ed ottenuto la Commissione di inchiesta sull'affare "biogas" di essere ricevuti, appena insediata la Commissione, per poter documentare lo "strano" comportamento dell'Ufficio Ambiente si dalla lontana questione Agroter di Mondavio (Vedasi Verbale seduta Consiglio Regionale del 16.02.2005). A tutti poniamo un quesito semplice: come ha potuto rilasciare, il funzionario Calvarese, decine di autorizzazioni per impianti a "biogas" all'insaputa dei propri superiori?
Morale
Presidente Spacca, lei ha applaudito e commentato in modo entusiastico il discorso di insediamento del Presidente Napolitano, crede che il Presidente parlasse solo per i politici romani?

Manifesto di Chiaravalle

giovedì 21 marzo 2013

SPACCA HA PERSO IL CONTROLLO DELLA SITUAZIONE? DIALOGO E CONFRONTO ESIGONO SERIETA’ E ATTI COERENTI

Nel corso dell’incontro di sabato 16 u.s., in presenza dell’assessore virtuale all’ambiente Sandro Donati e dei dirigenti di numerosi servizi regionali, fra cui Antonio Minetti del Servizio Ambiente Territorio ed Energia e David Piccinini della P.F. Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali, il Presidente della Regione Gian Mario
Spacca ha riferito di una “maturata” sensibilità da parte della Giunta Regionale in ordine alle tematiche ambientali, paesaggistiche, energetiche, sanitarie e di sicurezza degli impianti fortemente contestati dalle comunità locali.

In tale contesto ha annunciato, previo diniego dell’intesa regionale, la chiusura definitiva del procedimento per l’impianto di stoccaggio del gas a San Benedetto del Tronto, che vede la forte opposizione dei cittadini, del locale comitato, di Comitatinrete.

Al contrario, con decreto del Dirigente David Piccinini N. 20/VAA del 18/03/2013, la Regione Marche ha espresso GIUDIZIO POSITIVO DI COMPATIBILITA’ AMBIENTALE al progetto Gas Plus Storage Srl per lo stoccaggio gas naturale in strato “San Benedetto Stoccaggio”. Tale decreto è stato emanato, peraltro, nonostante siano state manifestate gravi lacune degli elaborati progettuali e situazioni di contrasto della normativa vigente.

Che Spacca non controlli più nemmeno gli uffici della Giunta che presiede?
E’ possibile!

Sta di fatto che, in ogni caso, è difficile che possano sussistere condizioni di confronto tra noi e interlocutori poco seri o, nella migliore delle ipotesi, tanto incoerenti ed inaffidabili da cambiare idea nel giro di 48 ore.

Non c’è tavolo che tenga: il Presidente Spacca e i suoi dirigenti dovranno rassegnarsi di nuovo a perdere, a San Benedetto del Tronto, nella vicenda biogas, nel maxi eolico, com’è sempre avvenuto, da Schieppe in avanti e passando per la batosta del maxi eolico dei Piani Rotondi di Pergola, ogni volta che si sono scontrati con i Comitatinrete.

www.comitatinrete.it

domenica 6 gennaio 2013

22 ottobre 2012 Giù le mani dalle Marche!

Care cittadine e cari cittadini,

continuamo l'appuntamento telematico di informazione. Il comitato sta coinvolgendo le istituzioni preposte alla tutela dell'ambiente e della salute al fine di bloccare la centrale a biogas di Sarrociano. A breve, inoltre, lanceremo tramite altri incontri pubblici la campagna per il risarcimento degli immobili al fine di indurre la Regione Marche a fermare le centrali.

Prima di fare un breve resoconto sull'incontro dei comitati di sabato scorso, vi alleghiamo un ottimo articolo del presidente nazionale di Slow Food ed invitiamo tutti alla manifestazione di sabato 3 novembre a Sforzacosta contro la riapertura dell'inceneritore CONSMARI.

Sabato 20 ottobre 2012 si è svolto l'incontro-manifestazione "Giù le mani dalle Marche" alla Fiera della Pesca di Ancona.
Una grande giornata di democrazia, discussione ed informazione che risponde nel merito alla fumosa votazione del Consiglio regionale del 16 ottobre.

Voce è stata data ai comitati ed alle associazioni uniti in una rete regionale coordinata Adriano Mei che difendono i diritti lesi dall'Eolico Selvaggio, dall'Elettrodotto Fano – Teramo da 380.000 volt, dalla Centrale di stoccaggio per gas ricavata a 2.500 metri di profondità sotto San Benedetto del Tronto, dal metanodotto che sta percorrendo l’Italia da Brindisi a Manerbio e dalle innumerevoli Centrali a biogas.
Le domande su cui si è riflettuto e alle quali la Regione Marche non risponde  sono state: queste faraoniche e medio-grandi opere osannate acriticamente dalla Regione Marche servono veramente alla collettività? Usano le migliore tecnologie messe a disposizione dallo sviluppo tecnologico? E non per ultimo, sono rispettati i diritti dei terzi?

La risposta dei cittadini, delle istituzioni locali e della Coldiretti presenti è stata unanime. Queste centrali soddisfano soltanto gli interessi economici speculativi di chi le propone. Dei prenditori, non imprenditori, che fanno affari d'oro con i finanziamenti pubblici garantiti per decenni e scaricano i rischi collegati alle azioni dell'impresa sul territorio. Oltre al danno la beffa, insomma.

Sono intervenuti a sostegno delle preoccupazioni dei comitati il vicesindaco di Santa Maria Nuova, i sindaci di Sant'Elpidio a Mare, Petriolo, Corridonia e Fano. Istituzioni che la legge 3/2012 ha esutorato, insieme alle Provincie, l'Asur, l'Arpam di ogni potere decisionale in materia. Istituzioni vicine alle istanze dei cittadini colpiti che stanno rispondendo all'irresponsabile autoritarismo della regione con azioni concrete. Per ultima il ricorso al Consiglio di Stato annunciato dal Sindaco di Corridonia.

La Giunta della Regione Marche è sola. A parte il fatto che  martedì prima del voto ha incontrato il comitato degli imprenditori interessati agli affari sulle energie che chiamano pulite.
Una Giunta che sta andando incontro alla sentenza della Corte Costituzionale fissata per il 27 febbraio 2013, la quale si pronuncerà sulla legittimità della legge regionale 3/2012, rimanendo sorda alle motivate ragioni del territorio. I Comitati in Rete non rimarranno con le mani in mano fino a quella data. Faranno ricorso alla Corte di Giustizia Europea, chiederanno il risarcimento danni al patrimonio e alla salute per indurre la regione a rinunciare al piano energetico pericoloso per l'ambiente ed i cittadini, responsabilizzeranno tutte le istituzioni competenti al rispetto dei diritti garantiti dalla Costituzione: Tutela del paesaggio, Diritto alla salute, Diritto alla proprietà e Diritto di impresa.

Comitati, associazioni ed istituzioni contro chi Spacca il territorio.
Perché siamo cittadini e non sudditi.

Il comitato

Ai link seguenti l'intera registrazione della giornata del 20 ottobre. Cominciate dall'ultimo: l'ingresso dei Comitati.

http://youtu.be/aPZYOgiWpBc
http://youtu.be/ClTGAmbSFxw
http://youtu.be/9wzpEkBg38M
http://youtu.be/7J3nRW0ORAM
http://youtu.be/pmHi9IJ2Q_w
http://youtu.be/M2ojfTRkwXA

12 ottobre 2012

Care cittadine e cari cittadini,

la mobilitazione dei tanti comitati nati in difesa dei nostri diritti sta facendo tentennare l'ente che ha creato questi problemi: la Regione Marche.
Spinti dalla voce di tanti di noi, il Consiglio Regionale ha fatto un passo indietro ridiscutendo la legge 3/2012 che insieme ad altri provvedimenti ci ha regalato una delle miriadi di centrali sotto casa. Ed anche martedì scorso il Consiglio manifestava delle spaccature interne che hanno condotto al rinvio del voto.

I nostri timori sulle conseguenze che queste centrali a biogas provocheranno all'ambiente, al patrimonio e alla salute come dimostra il contributo del dott. Vantaggi, non possono più essere rinviati.

Il 20 ottobre alle 9:45 presso la Fiera della Pesca di Ancona si terrà l’incontro manifestazione: GIU' LE MANI DALLE MARCHE.
Promossa dal Manifesto di Chiaravalle - Comitati in Rete vedrà confluire cittadini, comitati, associazioni ed istituzioni dell’intera regione per rivendicare la priorità giuridica della nostra costituzione e sviluppare gli strumenti che potremmo usare per far rispettare i nostri diritti:
Art 9 - Tutela del paesaggio,
Art 32 - Diritto alla salute,
Art 42 - Diritto alla proprietà,
Art. 41 - Diritto di impresa.

Perche siamo CITTADINI e non sudditi, riprendiamoci la democrazia rotta da chi specula sulla nostra salute partecipando all'evento.