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venerdì 6 maggio 2016

Biogas illegittimo, si ricomincia.

Care cittadine e cari cittadini,


vi informiamo sulle importanti novità della vertenza biogas illegittimo a Corridonia.

Partiamo dal processo Green Profit in corso: alla quinta udienza i Pubblici Ministeri hanno depositato le loro memorie sulle indagini svolte, che vedono coinvolto anche il proponente della centrale a biogas di Corridonia. I giudici, a seguito delle richieste degli accusati, hanno posticipato la decisione per il rinvio a giudizio al prossimo 15 giugno.

Nel frattempo il TAR Marche si è pronunciato sul ricorso del Comune di Corridonia ed ha inviato la decisione sulla legittimità della V.I.A. postuma (cioè ad impianto ultimato e funzionante) per la centrale a biogas di Corridonia alla Corte di Giustizia Europea. Ricordiamo che l'autorizzazione per la centrale a biogas era stata annullata proprio per mancanza della V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale), procedura che per legge va espletata prima della costruzione dell'impianto.

Ora la VBIO1 vorrebbe sanare l'abuso grazie alle valutazioni sbagliate della Provincia di Macerata. L’inghippo di sicuro c’è, visto che per impianti uguali, la Provincia di Ancona non si è espressa a favore di tale procedura postuma.

Gli im-prenditori del biogas speculativo tornano alla carica, in Regione, puntando ad ottenere una “nuova autorizzazione” con effetto retroattivo per gli impianti già realizzati. Questo vale per gli impianti di Corridonia e di Loro Piceno, i quali garantirebbero ai prenditori i sostanziosi incentivi del 2012, 6713 euro giornalieri per 15 anni ogni centrale.
La questione sembra essere ancora una volta di estrema urgenza dato che è stata fissata la conferenza dei servizi per il prossimo 11 maggio!

Non si capisce come la Regione, possa aver indetto una conferenza dei servizi su una richiesta così assurda, avanzata ancora una volta, dai soliti pseudo imprenditori biogasisti. L’ennesimo tentativo confusionario di far “rivivere” questi eco-mostri, da parte degli uffici della Regione e soprattutto dall'assessore all'Ambiente Sciapichetti, ci lascia esterrefatti! Quest’ultimo, in particolare, conosce perfettamente l’iter autorizzativo delle due centrali (Corridonia e Loro Piceno), che ha generato una pioggia di ricorsi clamorosamente persi dalla Regione presso il TAR, il Consiglio di Stato e persino presso la Corte Costituzionale. Dimentica forse di aver fatto parte anche della Commissione d'Inchiesta istituita proprio presso la Regione per tentare di far luce sulle responsabilità politiche legate alla vicenda?

Le questioni che si cerca di insabbiare sono in realtà molteplici: si vuole rinnovare un’autorizzazione, quella della centrale di Sarrocciano di Corridonia (lo stesso vale per quella di Loro Piceno) il cui progetto autorizzato nel 2012 fa acqua (o meglio gas), da tutte le parti. L'impianto risulta essere ancora sotto sequestro della Procura di Macerata, grazie al Procuratore Giorgio, per lo sforamento di ben 9 volte i limiti di legge consentiti per le emissioni di COT (carbonio organico totale). Oltre a questo c'è anche il processo penale “green profit” in cui sono coinvolti i dirigenti delle due centrali: i reati ipotizzati vanno dall'abuso edilizio, falso ideologico e gestione di rifiuti non autorizzata.

Ci dispiace per l’assessore ambiente Schiapichetti che i cittadini, per fortuna, non dimenticano. Come cittadini siamo sempre più stufi di vedere calpestati i nostri diritti, la legalità e la tutela dell'ambiente ad opera di certi “prenditori” di soldi pubblici che cercano di bloccare, tramite infiniti ricorsi, decisioni sancite dai Tribunali, e di delegittimare le Istituzioni. Prenditori che, imprudentemente, non aspettano gli esiti dei processi a loro carico e forzano la mano nella cosa pubblica, nel tentativo di dimostrare tutto il loro potere.

…Errare è umano, perseverare è diabolico.
Siamo cittadini e non sudditi!
COMITATO SALUTE E CONSERVAZIONE DEL TERRITORIO PER CORRIDONIA.

Ps: vi consigliamo un importante articolo sulla vicenda, scritto da Giuseppe Bommarito.


sabato 23 maggio 2015

Confronto candidati Presidenza Regione Marche su energia, ambiente, biogas.

Care cittadine e cari cittadini,


mercoledì 20 maggio ad Ancona presso la sala ANPI, si è svolta la conferenza stampa - confronto con i Candidati alla Presidenza della Regione Marche sui temi energia, ambiente, biogas.

Erano presenti Acquaroli Francesco (CENTRODESTRA MARCHE), Maggi Giovanni (MOVIMENTO 5 STELLE), Mentrasti Edoardo (ALTRE MARCHE – SINISTRA UNITA) e Paola Giorgi delegata dal candidato Spacca Gianmario (LE MARCHE FORTI). Assente Ceriscioli Luca (MARCHE UNITE) che non ha ritenuto opportuno inviare neanche un delegato.


La conferenza stampa – confronto con i candidati alla presidenza della Regione, è stata organizzata da cittadini e comitati a tutela dell'ambiente e della salute, della libera attività economica e della proprietà privata.
I numerosi comitati sono sorti per la mancanza di concertazione, di ascolto da parte del governo regionale. A partire dalla Legge Regionale 3/2012, dove sono state escluse dalla Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA) quelle centrali sotto i 1000 kwe, si è voluto andare avanti nonostante l'impugnativa, dinnanzi alla Corte Costituzionale, della stessa legge ed i ricorsi di tanti comitati e Sindaci vicini ai cittadini.
L'entrata in funzione di molte delle centrali autorizzate si è rilevata fortemente impattante per il territorio con sversamenti di liquami, inquinamento delle acque, del suolo e per ultimo dell'aria con lo sforamento dei limiti di COT (carbonio organico totale).
Solo grazie all'inchiesta “Green Profit” è emerso un disegno criminoso che aveva come scopo quello di velocizzare il rilascio delle autorizzazioni, consentendo, ad un ristretto gruppo di imprenditori, di beneficiare illecitamente degli incentivi. Quindici sono le persone indagate più un dirigente e due funzionari della Regione Marche.
Oggi molte centrali, la cui autorizzazione è stata annullata dalla giustizia amministrativa, potranno addirittura ritornare in funzione per effetto della VIA postuma, con un semplice rinnovo dell'autorizzazione.


Le domande rivolte agli interlocutori candidati alla presidenza della Giunta Regione Marche sono state le seguenti:
1)  Parlando di energie rinnovabili, come intenderà svilupparLe considerando le peculiarità del territorio marchigiano?
2)  Come intende garantire la salute pubblica e la salvaguardia del territorio, rispetto alle problematiche in corso generate dal pesante impatto ambientale delle centrali a biogas/biomasse?
3)  Alla luce delle risposte fin ora date,  può essere una soluzione la VIA postuma, in alcuni casi già concessa ed oggetto di impugnativa davanti al giudice amministrativo, considerato inoltre che la giurisprudenza nazionale ed europea non la prevede? Come intende risolvere i conflitti di interessi emersi per le centrali a biogas con autorizzazioni annullate e per quelle inquinanti? Viste le fidejussioni inadeguate, che fine faranno queste centrali e chi pagherà lo smantellamento?


I candidati sono stati concordi nell'affermare come sia fondamentale il coinvolgimento dei singoli territori nelle decisioni in materia energetica ed ambientale, cosa che non è stata fatta nel caso biogas ed energie rinnovabili in genere dal governo uscente delle Marche. Ciò è stato evidenziato anche dall'Assessore regionale Giorgi, la quale ha riconosciuto gli errori commessi nel passato. Considerazioni sulla credibilità di tali affermazioni da parte della rappresentante della lista Marche2020 le lasciamo ai cittadini, comitati ed amministrazioni locali che hanno subito sulla loro pelle gli effetti di quella sciagurata politica.
La totale mancanza di confronto del candidato Ceriscioli, assente ingiustificato, ci è sembrata inopportuna ed irriguardosa nei confronti dei comitati e dei cittadini, considerato che molti di loro sono stati sostenitori della maggioranza uscente.


Acquaroli, Maggi e Mentrasti si sono detti contrari alla VIA postuma che rischia di condonare le centrali illegittime, mentre la Giorgi non si è pronunciata sulla legalità di tale procedura, facendo ricadere ancora una volta la responsabilità della situazione attuale sul Governo centrale e sulla sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato la L.R. 3/2012.

Cittadini e comitati a tutela dell'ambiente






ps: condividiamo i video del confronto con le risposte alle domande citate.


(parte 1) https://www.youtube.com/watch?v=KQiPrUXBiO0&feature=youtu.be




(parte 2) https://www.youtube.com/watch?v=VSUVRuvGIxA&feature=youtu.be

sabato 14 marzo 2015

La Provincia: Ente inefficace alla tutela del territorio e dell’ambiente!

Care cittadine e cari cittadini,

ancora una volta la Provincia concede la V.I.A. Postuma (Valutazione d’impatto ambientale ex-post) positiva, all’impianto a biogas di Sarrocciano di Corridonia, concessione che ricordiamo essere un procedimento illegale, cioè non contemplata dalla nostra legislazione, tanto meno da quella europea!

Nel primo parere positivo espresso dai tecnici, giunto a quasi due anni dall’entrata in funzione della centrale, rilasciato sulla base di modelli teorici, la VBIO1, azienda proprietaria, per la parte concernente la matrice aria, asseriva che nessuna emissione tossica proveniva dalla marmitta di scarico della centrale e che quindi tutti i valori rispettavano i limiti di legge mentre non veniva minimamente considerato il TOC (COT cioè Carbonio Organico Totale). Responsabile è da ritenersi anche l'Arpam, che non ha mai provveduto né ad installare una centralina per il controllo delle emissioni, prima dell'inizio dell'attività della centrale, così da stabilire il punto “zero” e né a monitorare le condizioni ambientali pre e post opera, come invece la legge prevede venga fatto. La Provincia, informata di questa lacuna, poteva ed aveva il dovere di controllare dato che la centrale era ed è funzionante. Inoltre non è stato tenuto conto affatto dei vincoli paesaggistici, dell’effetto cumulo con l’altra centrale di Fontemurata di Morrovalle e con altri impianti di energie rinnovabili esistenti, quali i mega impianti di fotovoltaico e centrali idroelettriche, che hanno contribuito a deturpare la nostra vallata. Ciò nonostante ribadiamo che con molta leggerezza e sulla base di inutili modelli teorici, la Provincia ha dato parere positivo.

In questo contesto, di leggerezza ed inadeguatezza, si pone l’intervento della Procura di Macerata tramite il dott. Giovanni Giorgio. Il magistrato, a seguito dei controlli fatti eseguire all’Arpam sul camino, ha sequestrato la centrale di Corridonia perché emetteva nell’aria valori di COT di ben 9 volte superiore ai limiti consentiti dalla legge, ponendo anche i sigilli alle centrali di Morrovalle, Loro Piceno e Matelica per gli stessi motivi. Ciò non toglie, però, che i cittadini i quali abitano attorno le centrali, per tutto questo tempo, parliamo di oltre 2 anni, possano aver respirato e continuino a respirare sostanze ritenute tossiche, a livelli elevati, (gli impianti non sono stati ancora spenti!) visto che, neppure l’Istituto Superiore della Sanità, ha potuto escludere, sulla base dei dati forniti, la non pericolosità di tali sostanze. All'interno del COT si potrebbero trovare infatti diverse sostanze, non meglio specificate, di natura tossica e cancerogena, come ad esempio la formaldeide ed altre ancora. Nonostante ciò, il settore ambiente della Provincia ribadisce che tutto va bene e concede parere positivo, nonostante il riesame della V.I.A. eseguito visto l'intervento della Procura.
Paradossalmente, si legge tra le motivazioni dei “tecnici” che le rassicurazioni fornite dalla VBIO1 sono valide a garantire la salute e la tutela del territorio! Ma come? La ditta s'impegnerà, (intanto va bene così!), a montare sul camino di scarico dei fumi, di norma non prima però di 150-180 gg., un post combustore, che se anche abbatterà il COT, potrebbe creare comunque diossina se la temperatura di esercizio fosse inferiore a 950°C!
Di questo nessun accenno né da parte della ditta né della Provincia, ma ci si limita a rimandare la questione tecnica e progettuale del post combustore alla Regione, in sede di rinnovo dell'autorizzazione. Bello scarica barile!
Ed ancora, il dirigente del Settore 10 – Ambiente afferma, molto superficialmente che tutte le osservazioni e i documenti, forniti invece da chi vuole salvaguardare la salute dei cittadini e la tutela del territorio, come il nostro comitato, <<non hanno apportato elementi utili in ordine alla questione del COT!>>

Nulla di più falso. Tralasciano, tra le varie cose, la richiesta del comitato e di alcuni sindaci avanzata all’Arpam di eseguire il test di Ames, (test di mutagenesi). Tramite questo test, che l’Arpam esegue al costo di € 180,00, si potrebbe determinare, o escludere, l’eventuale cancerogenicità delle sostanze emesse dalla centrale. A tal proposito il dirigente chimico incaricato ha espresso il suo diniego in merito, asserendo che “...l’esecuzione del test di AMES appare improprio ai fini della valutazione di impatto...”! Tuttavia, lo stesso dirigente nella stessa relazione scrive testualmente, contraddicendosi, che “...Fra gli Idrocarburi Policiclici Aromatici, lo IARC ha riclassificato nel gruppo 1 come "cancerogeno per l'uomo” il benzo(a)pirene (2008). Altri IPA sono classificati dallo IARC (1987) come "probabili" o "possibili cancerogeni per l'uomo"...”
Allora, di fronte al sospetto ed alla possibilità che queste sostanze (IPA) potenzialmente mutagene e quindi cancerogene er l’uomo siano presenti nell’ambiente circostante la sorgente di emissione, è così improprio effettuare il test di Ames (Mutagenesi), quale indicatore biologico, per avere una risposta in merito (presenza o assenza di sostanze potenzialmente mutagene)? Assolutamente no, anzi opportuno, doveroso e necessario effettuare il test di Ames (Mutagenesi).

Vista la sterilità delle conclusioni prodotte dai dirigenti preposti, come dare torto al nostro Presidente del Consiglio, che vuole chiudere le Province ed i suoi inutili apparati, anzi lo esortiamo a farlo al più presto!!!!!!


La vertenza biogas Corridonia non finisce qui, ne parleremo in un incontro pubblico:

Venerdì 20 marzo ore 21:00
all'Hotel San Crispino di Trodica di Morrovalle (MC),
sul tema: “Biogas speculativo: difendiamo la nostra salute!”  

Invitiamo quanti interessati al presente e futuro del nostro territorio a partecipare!

mercoledì 25 febbraio 2015

VIA positiva a Loro Piceno. Al peggio non c’è mai limite!

Care cittadine e cari cittadini,

la Provincia di Macerata si è espressa in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale postuma, cioè ad impianto funzionante, per la centrale a biogas di Loro Piceno gestita dalla Vbio2 srl. Procedura, quella della V.I.A. successiva alla realizzazione dell’impianto, che non trova riscontro nella nostra legislazione, figuriamoci in quella europea!

L'azienda che gestisce l'impianto, nonostante l’autorizzazione sia stata annullata dalla giustizia amministrativa, la mala gestione dell’impianto che ha causato nel marzo del 2013 uno sversamento, provocando l'inquinamento del Fiastra, sia coinvolta nell'indagine della Procura di Ancona Green Profit, oltre ad essere stato disposto il sequestro dalla Procura di Macerata per lo sforamento delle emissioni atmosferiche di COT (Carbonio Organico Totale), ha avuto, dal settore Ambiente della Provincia di Macerata a nome di Addei Luca e Ciccioli Roberto, parere di V.I.A positivo.
Ci siamo sentiti più volte dire: <<ma tanto la V.I.A va data a tutti>>. E allora viene da chiedersi che senso abbia sprecare tutto questo tempo e denaro pubblici?!

Rimaniamo allibiti ed increduli di fronte alle motivazioni formulate dall'ente provinciale; che legittima la VIA postuma e le emissioni COT fuori norma. Addirittura, si accontenta della promessa da marinaio, fatta dalla VBIO2, di istallare un postcombustore.
Basta questo per risolvere ogni problema?
Leggiamo che: <<non si ritiene, infine, necessaria la specificazione di un preciso modello – di postcombustore- in quanto, la procedura di VIA è volta e finalizzata a stabilire l'efficienza dell'impianto sotto il profilo della tutela ambientale [...], mentre il modello potrà essere individuato dalla ditta secondo proprie valutazioni di natura tecnico-economica nell'ambito di quelli disponibili al momento dell'acquisto ed autorizzato in sede di successiva procedura di rilascio dell'autorizzazione unica>>.

L'azienda fino ad adesso ha promesso la regolarità dell'impianto, smentita dalle analisi atmosferiche le quali sono valse il sequestro preventivo come per il caso di Corridonia, e non fornisce alcuna prova scientifica circa la bontà delle ipotetiche modifiche che verranno apportate all’impianto.
Promettere non costa nulla, agli pseudo-imprenditori, il prezzo più caro infatti lo sta pagando e continuerà a pagarlo la collettività.

Ribadiamo che la V.I.A. è un procedura irrinunciabile, ma va fatta bene ed in maniera preventiva. Chi sbaglia dovrà pagare e ne risponderà di fronte alla legge.
Non solo, la politica e le amministrazioni, nello specifico la Provincia di Macerata e la Regione Marche, devono recuperare gli errori fin qui commessi nello “scandalo biogas” partendo dal rispetto dei diritti dei cittadini ed assumendosi le proprie responsabilità. Come innanzitutto spegnere l'impianto a biogas di Morrovalle che ha emesso il 16.10.2014 ben 2211.3 mgC/Nm3 di COT contro il limite di legge di 150. La situazione ad oggi non sembra mutata e non può essere solo la Magistratura a garantire la legalità.

Il comitato