lunedì 20 ottobre 2014
mercoledì 15 ottobre 2014
NESSUNA RASSICURAZIONE SULLE EMISSIONI DELLA CENTRALI A BIOGAS
Care cittadine e cari cittadini,
lo
scorso 23 luglio, data in cui siamo venuti a conoscenza delle analisi
dell'ARPAM per le emissioni dei COT, ossia della quantità di
carbonio totale emesso nell’aria dalla centrale biogas di
Sarrocciano di Corridonia, sono stati sforati di quasi nove volte
i limiti di legge consentiti (1292 mgNm3, contro 150mg/Nm3). Rimarchiamo come, ancora una volta, non siano stati presi
provvedimenti adeguati, né da parte della Provincia di Macerata,
tanto meno da parte della Regione Marche.
Noi cittadini non abbiamo avuto nessun tipo di rassicurazione sulla pericolosità delle emissioni evidenziate, La risposta che L'Istituto Superiore della Sanità dà all’Asur evidenzia che … <<la presenza tra i contaminanti rilevati di metano [..] implica certamente un impatto ambientale>>… <<la definizione COT è invece troppo generica per consentire la valutazione dei rischi per la salute>> concludendo che <<..in queste condizioni risulta impossibile esprimere un parere sui rischi per la salute..>>.
Di certo questo non ci rasserena, quanto tempo ancora si lascerà passare prima che la centrale venga chiusa?
Il Consiglio di Stato si è ormai espresso nel merito! Nonostante la sentenza del 23 settembre scorso, abbia annullato in via definitiva, dopo più di due anni di contenzioso amministrativo, l’autorizzazione alla produzione di energia elettrica da biogas per la centrale di Sarrocciano, ricorso portato avanti dal Comune di Corridonia e dal nostro comitato di cittadini, si sta ancora tergiversando. Addirittura sul tavolo della Regione Marche pende una nuova richiesta di autorizzazione della VBO1, sulla base di un procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale favorevole, rilasciato dalla provincia di Macerata, il 7 luglio scorso, ad impianto realizzato, che per niente ha tenuto conto delle criticità riscontrate, contravvenendo alle direttive europee e dello Stato.
Tutto evidenzia, al momento come nessuno possa garantire la salubrità e la compatibilità ambientale dell’impianto in causa, e nutriamo anche delle perplessità per quello a poche centinaia di metri, in esercizio a Fontemurata, nel territorio di Morrovalle, di cui ancora nulla è dato sapere riguardo ai COT. L’Arpam ha effettuato le analisi al camino presso l’impianto, ma non ha ritenuto di dover comunicare i risultati ai cittadini ma alla magistratura competente.
Per Corridonia intanto la Provincia è ritornata sui suoi passi, riaprendo la procedura di V.I.A.
Ci preme informare i cittadini che chiunque abbia interesse, entro 30 giorni, dal 2 ottobre scorso, può inviare le proprie osservazioni, all’ufficio Ambiente della Provincia.
Il comitato
Noi cittadini non abbiamo avuto nessun tipo di rassicurazione sulla pericolosità delle emissioni evidenziate, La risposta che L'Istituto Superiore della Sanità dà all’Asur evidenzia che … <<la presenza tra i contaminanti rilevati di metano [..] implica certamente un impatto ambientale>>… <<la definizione COT è invece troppo generica per consentire la valutazione dei rischi per la salute>> concludendo che <<..in queste condizioni risulta impossibile esprimere un parere sui rischi per la salute..>>.
Di certo questo non ci rasserena, quanto tempo ancora si lascerà passare prima che la centrale venga chiusa?
Il Consiglio di Stato si è ormai espresso nel merito! Nonostante la sentenza del 23 settembre scorso, abbia annullato in via definitiva, dopo più di due anni di contenzioso amministrativo, l’autorizzazione alla produzione di energia elettrica da biogas per la centrale di Sarrocciano, ricorso portato avanti dal Comune di Corridonia e dal nostro comitato di cittadini, si sta ancora tergiversando. Addirittura sul tavolo della Regione Marche pende una nuova richiesta di autorizzazione della VBO1, sulla base di un procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale favorevole, rilasciato dalla provincia di Macerata, il 7 luglio scorso, ad impianto realizzato, che per niente ha tenuto conto delle criticità riscontrate, contravvenendo alle direttive europee e dello Stato.
Tutto evidenzia, al momento come nessuno possa garantire la salubrità e la compatibilità ambientale dell’impianto in causa, e nutriamo anche delle perplessità per quello a poche centinaia di metri, in esercizio a Fontemurata, nel territorio di Morrovalle, di cui ancora nulla è dato sapere riguardo ai COT. L’Arpam ha effettuato le analisi al camino presso l’impianto, ma non ha ritenuto di dover comunicare i risultati ai cittadini ma alla magistratura competente.
Per Corridonia intanto la Provincia è ritornata sui suoi passi, riaprendo la procedura di V.I.A.
Ci preme informare i cittadini che chiunque abbia interesse, entro 30 giorni, dal 2 ottobre scorso, può inviare le proprie osservazioni, all’ufficio Ambiente della Provincia.
Il comitato
lunedì 29 settembre 2014
Ricorso vinto!
Care cittadine e cari cittadini,
Il 22 settembre con sentenza n°4730/2014 il Consiglio di Stato ha accolto le istanze del Comune di Corridonia e del comitato "Salute e conservazione del territorio per Corridonia". Ringraziamo l'Amministrazione Comunale e l’Avv. Luca Forte che ha curato il ricorso del Comitato: l'autorizzazione per la funzione ed esercizio dell'impianto a biogas della VBIO1 è definitivamente nulla.

La sentenza è stata motivata principalmente dal fatto che l’autorizzazione, rilasciata dalla Regione Marche all’azienda, era stata concessa senza l’espletamento della V.I.A. preventiva. Questo perché, la Regione ha escluso con legge 3/2012 (ritenuta in parte incostituzionale dalla Suprema Corte) dall’obbligo di assoggettamento a V.I.A., contravvenendo alla normativa europea, gli impianti con potenza sotto i 1000 Kw.
Purtroppo lo scenario, ora che la Provincia di Macerata ha anche concesso la V.I.A. che ricordiamo è postuma cioè concessa ad impianto realizzato, diventa ancor più grottesco: la VBO1 ha intimato alla Regione Marche il rilascio di una nuova autorizzazione!
Fuga ogni ragionevole dubbio il
concetto espresso dalla C.D.S.: <<Ogni normativa contrastante
con normativa comunitaria in materia ambientale [...] doveva pertanto
essere disapplicata>>. Quindi non è assolutamente
possibile concedere una nuova autorizzazione, considerata
l'illegittimità secondo la normativa europea della V.I.A. postuma.
Circostanza che farà piovere su Provincia e Regione ulteriori
ricorsi. Altre risorse pubbliche sembrano
destinate ad andare in fumo! E nostra ferma intenzione è quella di far terminare questa farsa.
Concludiamo nel continuare ad esprimere la nostra vicinanza all'azione della Magistratura: alla Procura di
Macerata, che sta indagando sullo sforamento dei limiti di legge per le emissioni atmosferiche di COT prodotte dalle centrali a biogas, alla Procura di Ancona che ha ricorso presso la Cassazione per contro il dissequestro parziale dei beni appartenenti agli indagati nella vicenda "GREEN PROFIT".
Ribadiamo il diritto di ognuno di noi alla salute, alla tutela dell'ambiente ed alla proprietà. Siamo cittadini e non sudditi!
Il comitato
Il 22 settembre con sentenza n°4730/2014 il Consiglio di Stato ha accolto le istanze del Comune di Corridonia e del comitato "Salute e conservazione del territorio per Corridonia". Ringraziamo l'Amministrazione Comunale e l’Avv. Luca Forte che ha curato il ricorso del Comitato: l'autorizzazione per la funzione ed esercizio dell'impianto a biogas della VBIO1 è definitivamente nulla.

La sentenza è stata motivata principalmente dal fatto che l’autorizzazione, rilasciata dalla Regione Marche all’azienda, era stata concessa senza l’espletamento della V.I.A. preventiva. Questo perché, la Regione ha escluso con legge 3/2012 (ritenuta in parte incostituzionale dalla Suprema Corte) dall’obbligo di assoggettamento a V.I.A., contravvenendo alla normativa europea, gli impianti con potenza sotto i 1000 Kw.
Purtroppo lo scenario, ora che la Provincia di Macerata ha anche concesso la V.I.A. che ricordiamo è postuma cioè concessa ad impianto realizzato, diventa ancor più grottesco: la VBO1 ha intimato alla Regione Marche il rilascio di una nuova autorizzazione!
Fuga ogni ragionevole dubbio il
concetto espresso dalla C.D.S.: <<Ogni normativa contrastante
con normativa comunitaria in materia ambientale [...] doveva pertanto
essere disapplicata>>. Quindi non è assolutamente
possibile concedere una nuova autorizzazione, considerata
l'illegittimità secondo la normativa europea della V.I.A. postuma.
Circostanza che farà piovere su Provincia e Regione ulteriori
ricorsi. Altre risorse pubbliche sembrano
destinate ad andare in fumo! E nostra ferma intenzione è quella di far terminare questa farsa.Concludiamo nel continuare ad esprimere la nostra vicinanza all'azione della Magistratura: alla Procura di
Macerata, che sta indagando sullo sforamento dei limiti di legge per le emissioni atmosferiche di COT prodotte dalle centrali a biogas, alla Procura di Ancona che ha ricorso presso la Cassazione per contro il dissequestro parziale dei beni appartenenti agli indagati nella vicenda "GREEN PROFIT".
Ribadiamo il diritto di ognuno di noi alla salute, alla tutela dell'ambiente ed alla proprietà. Siamo cittadini e non sudditi!
Il comitato
mercoledì 10 settembre 2014
Ancora sversamenti dalla centrale a biogas di Morrovalle
Care cittadine e cari cittadini,
continuiamo ad informarmi sul caso
biogas, questa volta per i fatti avvenuti nella centrale a biogas di
Fontemurata, Morrovalle.
Dopo numerose segnalazioni, fatte anche
dal nostro comitato al Corpo Forestale per episodi precedenti in
ordine di tempo, lo scorso 24 luglio il Comune di Morrovalle ha
chiamato l'A.R.P.A.M. e la Polizia Provinciale per analizzare il liquido
scuro che fuoriusciva da un tubo
di circa 30 cm di diametro e finiva in un fosso che sfocia nel
torrente Trodica.
Dagli accertamenti è risultato che il tubo,
riconducibile alla centrale biogas di Morrovalle di proprietà
della Campomaggio 86 s.r.l., doveva essere usato solo ed
esclusivamente per le acque chiare depurate.
Quasi un mese dopo l’A.R.P.A.M. ha reso
note le analisi dei campioni del liquido prelevato e dalle notizie
pubblicate dagli organi di stampa, relative ai risultati, si è
evidenziato come in quei liquidi fossero presenti sostanze inquinanti quali ammoniaca e metalli pesanti
(rame, zinco, ferro).
E' così scattata l’ennesima indagine
penale, da parte della Procura, nei confronti della ditta Campomaggio
86 s.r.l. Ricordiamo che l'azienda incriminata non è nuova a tali condotte. Già nel 2012 fece spargere irregolarmente liquami nei campi e sanò la questione
con un’oblazione irrisoria (circa 10.000 euro). A
seguito di altri sversamenti, che vennero accertati nel marzo 2013,
l’azienda aveva appena concordato nel
giugno scorso, con il Comune di Morrovalle, un piano di bonifica dell’area così
come imposto dalla Provincia di Macerata.
Proprio quando doveva iniziare la bonifica
(con cui l’area doveva essere risanata e
soggetta a controllo per far rientrare il rischio inquinamento)
l’ARPAM ha accertato il nuovo sversamento e l'assenza di volontà da
parte della Campomaggio 86
s.r.l. di rimediare al danno arrecato alla nostra comunità
(ricordiamo che precedentemente era stato chiuso anche un pozzo ed il
Sindaco aveva dovuto disporre in via preventiva la chiusura temporanea
dell’impianto).
Quanti altri reati ambientali dovranno
commettere per essere fermanti?
Continueremo a chiedere ed a pretendere
che sia attuato il piano di bonifica dei terreni, che siano
controllate le acque dei pozzi privati vicino agli sversamenti e
lungo tutto il Trodica, che siano controllate le emissioni
atmosferiche e i COT, della centrale a biogas di Morrovalle.
Il comitato allestirà due banchetti
informativi per rispondere alle vostre richieste di chiarimenti e
ricevere le vostre proposte.
SABATO 13 settembre dalle 10:00 alle
12:30 a Corridonia in Piazza Vittoria
DOMENICA 14 settembre dalle 10:00 alle
12:30 a Trodica di Morrovalle nell'area Pegaso.
sabato 6 settembre 2014
Biogas Corridonia: emissioni atmosferiche fuori norma
Care cittadine e cari cittadini,
il comitato ritorna ad informarvi sullo
scandalo biogas e lo fa parlandovi dell'impianto di
Corridonia.
Lo scorso 23 luglio l'Arpam ha
comunicato l'esito delle analisi riguardanti le emissioni in atmosfera della
centrale a biogas di Sarrocciano. E' stato accertato lo sforamento
dei limiti di legge, che è 150 mg/Nm3, registrando il valore di
1292 mg/Nm3 di COT. Quasi 9 volte superiore ai limiti consentiti!
Il COT (in italiano l'acronico sta per
carbonio organico totale) o TOC ( in inglese total organic carbon)
comprende tutte le componenti di carbonio organico emesse
dall'impianto a biogas, come è sancito dalla sentenza
del TAR e confermato dal Consiglio di Stato.
Gli speculatori/inquinatori vorrebbero farci credere che la parte metanica non deve essere
calcolata, che oramai tutte le centrali sono state costruite
ed è normale che esse producano quel volume di emissioni. Questo non fa altro che confermare che il
biogas speculativo non può assolutamente considerarsi un energia pulita e che siamo di fronte ad
un'ulteriore abuso della legalità. Ma che fa l'autorità responsabile
per le emissioni atmosferiche, la Provincia di Macerata? Da più di un
mese tergiversa, ben sapendo che ha dato parere positivo alla
Valutazione d'Impatto Ambientale per la centrale in questione, senza minimamente
tenere in considerazione la realtà dei fatti.
La Provincia, purtroppo, non è la sola
a non tornare sui propri passi. Leggiamo con sgomento il parere che
l'Arpam ha dato per la suddetta V.I.A.: <<In merito alla
componente atmosferica – la
valutazione - è la seguente: lo studio dell'impatto è
adeguato, l'impatto previsto sulla base delle simulazioni elaborate,
è poco significativo>>.
Stesso parere dà l'agenzia in merito allo sforamento dei limiti: <<i valori di
emissioni di TOC riscontrati agli scarichi in aria […] non
comportano nell'intorno circostante, incrementi di concentrazioni
nell'aria apprezzabili o significativi, ovvero di incidere
negativamente sulla qualità ambientale locale.>>.
Secondo
loro, insomma, che l'impianto rispetti i limiti 150 mg/Nm3, oppure li
sfori con 1292 mg/Nm3, è la stessa cosa, poco significativa!!! Che
il vento possa portare tali inquinanti verso i centri abitati, che ci
sia il cumulo con le emissioni della centrale di Morrovalle, che si coltivi alimenti intorno alla centrale, tutto
poco significativo!!!
Al momento stiamo approfondendo la
questione e vi segnaliamo le considerazioni, poco rassicuranti, fatte
dall'ing. Ennio Donati Chimico Impiantista <<Le emissioni
inquinanti gassose, pre-post combustione, spesso minimizzate per
conflitto di interessi, sono invece presenti negli impianti a biogas
con tutto il loro carico inquinante veramente dannoso per la
salute>>. (L'articolo completo è nel seguente sito).
La Procura è stata informata
dell'illecito e confidiamo che lo inserisca nell'indagine “Green
profit”.
Il comitato
ps: potete trovare gli articoli relativi al COT nel nostro blog
giovedì 4 settembre 2014
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